Su di me

dresset.studio sono io. Uno sguardo, un modo di mettere in scena gli spazi da abitare e di raccontarli. Sono Francesca Muraca, ingegnere e designer.
Racconto luoghi progettati. Li faccio vivere ancora prima che siano costruiti: la luce di una certa ora, l'ombra di una pianta su una parete, oggetti appena posati da un abitante di passaggio. Chi mi affida la visualizzazione e il racconto può contare su uno sguardo autoriale, una direzione, delle scelte.
Vengo dall'ingegneria, con una laurea al Politecnico di Milano e anni di lavoro tecnico, anche in Germania. Poi la formazione in interior design, e una sensibilità più vicina all'atmosfera che al calcolo. Tengo insieme le due cose: il rigore della struttura e la sincerità della fotografia.
Metto in scena spazi da vivere. Progetti in cui le piante sono protagoniste, e non comparse, insieme alla luce che cesella le geometrie e imprime atmosfere. Le immagini cercano il calore della pellicola e la sua imperfezione: un registro editoriale, mediterraneo, analogico. L'obiettivo si posa dove l'occhio umano si poserebbe.
Lavoro con chi progetta luoghi da abitare e da ricordare: garden designer, paesaggisti, studi di architettura e studi che progettano per l'hospitality di carattere, come agriturismi e boutique hotel. Racconto il progetto per chi lo firma quando è ancora solo un'idea.
Su di me

dresset.studio sono io. Uno sguardo, un modo di mettere in scena gli spazi da abitare e di raccontarli. Sono Francesca Muraca, ingegnere e designer.
Racconto luoghi progettati. Li faccio vivere ancora prima che siano costruiti: la luce di una certa ora, l'ombra di una pianta su una parete, oggetti appena posati da un abitante di passaggio. Chi mi affida la visualizzazione e il racconto può contare su uno sguardo autoriale, una direzione, delle scelte.
Vengo dall'ingegneria, con una laurea al Politecnico di Milano e anni di lavoro tecnico, anche in Germania. Poi la formazione in interior design, e una sensibilità più vicina all'atmosfera che al calcolo. Tengo insieme le due cose: il rigore della struttura e la sincerità della fotografia.
Metto in scena spazi da vivere. Progetti in cui le piante sono protagoniste, e non comparse, insieme alla luce che cesella le geometrie e imprime atmosfere. Le immagini cercano il calore della pellicola e la sua imperfezione: un registro editoriale, mediterraneo, analogico. L'obiettivo si posa dove l'occhio umano si poserebbe.
Lavoro con chi progetta luoghi da abitare e da ricordare: garden designer, paesaggisti, studi di architettura e studi che progettano per l'hospitality di carattere, come agriturismi e boutique hotel. Racconto il progetto per chi lo firma quando è ancora solo un'idea.